Visualizzazione post con etichetta i miserabili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta i miserabili. Mostra tutti i post

sabato 12 gennaio 2019

Barricate

Leggendo queste righe mi sento forse come mia mamma quando a fine degli anni '50 ha visto arrivate nei bar, anzi nelle latterie, la televisione. E lei e mia nonna andavano a vedere gli sceneggiati. Come Costanzo ha fatto vedere bene nella Amica Geniale, guardavano L'idiota con Volonté e Albertazzi.
E mi viene da piangere un po' per tutto: per Gavroche, per quell'Italia là e quella di adesso dove un sindaco butta via a un senzatetto le coperte. Semplicemente tutto quello che ha.
E se ne compiace.
Sei una merda.

"La più alta guardia nazionale di tutti, un vero colosso, si dirigeva su Gavroche puntandogli contro la baionetta: il monello strinse nelle sue braccine l’enorme schioppo di Javert, mirò risoluto sul gigante e sparò, ma il colpo non partì: Javert non aveva caricato il fucile: la guardia municipale scoppiò a ridere e alzò la baionetta sul fanciullo. Ma prima che questa l’avesse sfiorato, il fucile sfuggiva dalle mani del soldato, una palla l’aveva colpito in mezzo alla fronte ed egli cadeva sul dorso. Una seconda palla colpiva in pieno petto l’altra guardia che aveva assalito Courfeyrac e la rovesciava sul selciato. Marius era entrato allora nella barricata".

Mondare il riso

Ci sono tanti libri che parlano di quando finisce un amore.
Non c'è, credo, nessun libro che spiega cosa fare quando finisce un libro gigantesco.
Intendo istruzioni precise.
Chiudetelo, mettetelo in libreria, fate un rito, spargete del sale.
Cucinate dei cavolfiori. Per esempio a Milazzo quando si cambia casa un mio amico mi ha spiegato che per il primo pranzo neĺla nuova casa si deve fare una pietanza che puzza (cavolfiore robe così) per impregnare la casa con nuovi odori. Quasi una cosa magica che scaccia gli spiriti della casa dei proprietari precedenti.

Ma con i personaggi? Come si fa? Come faccio con Jean Valejean, Javert, Gavroche.
Niente donne, sorry. Sono un po' delle tinche.
Mi dispiace ma I Miserabili è un libro di uomini, come i Fratelli Karamazov, come i Demoni, come l'Idiota e come Delitto e Castigo. Ovviamente è una mia opinione.

A Hugo vengono bene i vecchi: lo splendido nonno di Marius, monarchico che si inginocchia davanti al busto del duca di Berry. E il vecchio Mabeuf, un super mite, uno che conta poco nel libro ma che finisce per commettere un grandissimo atto di eroismo.
E io ho pensato e certo! Aveva dovuto vendere tutti i suoi libri, a quel punto è meglio morire.

Mi mancherete come dei parenti.
Quando ero molto giovane mia nonna quando mi vedeva triste perché era finito un libro la faceva corta così: mi diceva in pavese va a mundaris. Però dato che si trattava di libri  usava per l'occasione un mezzo dialetto-italiano e traduceva vai a mondare il riso.
Quando un romanzo finisce è finito.

sabato 5 gennaio 2019

Le stelle erano scomparse

"un solo rumore vi si udiva, rumore lancinante come un rantolo, minaccioso come una maledizione, il rintocco di Saint-Merry: nulla agghiacciava come il clamore di quella campana smarrita e disperata che gemeva nelle tenebre. Come spesso succede, la natura pareva essersi accordata con quanto stavano per fare gli uomini: nulla che disturbasse le funeste armonie di quell’insieme. Le stelle erano scomparse; pesanti nuvole riempivano tutto... ".
Un secondo prima delle barricate
I Miserabili, V. Hugo 🇫🇷🥨🥖🥐

giovedì 3 gennaio 2019

La stufa

Storie dentro storie.
Napoleone l'aveva voluto lui l'elefante della Bastiglia, era il progetto di una gigantesca fontana per abbellire place de la Bastille.
Com'era grande? Basta pensare alla grandeur francese+l'uomo con l'ego più grande del
mondo, forse a ragione. 😎
Totale: elefantone di 24 metri se non sbaglio un palazzo di 7 piani di oggi, ma potrei sbagliarmi.

"Era immondo, disprezzato, ripugnante e superbo, brutto agli occhi del borghese, malinconico a quello del pensatore".

Poi le cose sono andate come sono andate, e come succede anche adesso in politica, Napoleone è passato di moda e il monumento non lo hanno finito ed è rimasto il facsimile in gesso.

"se ne stava là in un angolo, tetro, malato, ruinante, circondato da una palizzata fradicia sempre lordata da cocchieri ubriachi; molte crepe gli solcavano il ventre, una verga di ferro gli usciva dalla coda".

Al suo posto hanno messo una colonna tipo quella che c'è a Trafalgar Square, la colonna di Luglio.
Dato che V.H. la appoggia sempre pianissimo dice nei Miserabili che sembra una stufa.

"Questo monumento rude, massiccio, pesante, aspro, austero, quasi deforme, ma certo maestoso e improntato d’una specie di gravità magnifica e selvaggia è scomparso per lasciar regnare in pace quella specie di gigantesca stufa ornata di tubo che sostituì la tetra fortezza dalle nove torri, pressappoco come la borghesia sostituisce la feudalità".

Pesantissimo. 😀
Prossimamente andrò a Parigi e voglio stare in piazza della Bastiglia 20 minuti a guardare l'elefante che non c'è più. Con tutta 'sta caz. di arte virtuale io lo farei fare un effetto 3D che fa vedere l'elefante di Napoleone.
Ci hanno pure impiegato un sacco ad abbatterlo e lo hanno fatto perché gli abitanti della zona erano invasi dai topi, attirati dal monumento. Che c'è anche una favola vero? Dell'elefante e del topo.
Storie dentro storie.
E dai topi infatti Gavroche proteggerà i suoi piccoli marmocchi.
A volte è difficile non parlare dei libri che si leggono.
I Miserabili, V.Hugo.
#ilmioannofrancese 🇫🇷🥨🥖🥐

La lingua nazionale

certamente, se la lingua parlata da una nazione o da una provincia è degna d’interesse, una cosa è ancora più degna d’attenzione e di studio, cioè la lingua parlata dalla miseria; lingua, parlata in Francia ad esempio da più di quattro secoli, non solo da una miseria, ma dalla miseria, da tutta la miseria umana possibile.
I Miserabili V.H

L'elefante della Bastille

Vent’anni fa, si vedeva ancora all’angolo sudest di place de la Bastille, vicino alla darsena del canale scavata nell’antico fossato della prigione-fortezza, un bizzarro monumento, ormai scomparso dalla memoria dei parigini e che meritava di lasciarvi qualche traccia, perché era un’idea del “membro dell’Istituto, generale in capo dell’armata d’Egitto”. Diciamo monumento, benché non fosse che un modello; ma pur tale, quel prodigioso abbozzo, cadavere grandioso d’una idea di Napoleone che due o tre ventate successive avevano spazzato via e gettato sempre più lontano da noi, era diventato storico assumendo qualcosa di definitivo contrastante con il suo aspetto provvisorio. Era un elefante alto quaranta piedi, costruito in legno e muratura, che portava sulla schiena la sua torre simile a una casa, un tempo tinta in verde da un verniciatore qualsiasi, adesso annerita dal cielo, dalla pioggia e dal maltempo. In quest’angolo solitario e scoperto della piazza, la larga fronte del colosso, la proboscide, le zanne, la torre, l’enorme groppone, i quattro piedi simili a colonne formavano di notte sotto le stelle una sagoma straordinaria e terribile. Non se ne capiva il significato: era una specie di simbolo della forza popolare, era cupa, misteriosa, immensa, un qualche fantasma possente, visibile, ritto accanto all’indivisibile spettro della Bastille.

lunedì 31 dicembre 2018

Fremono come il ragno

essi indovinano le borse nelle tasche, fiutano gli orologi nei taschini; l’oro e l’argento hanno per loro un odore. Vi sono ingenui borghesi di cui potremmo dire che han la faccia di gente derubabile e che quegli altri seguono con pazienza; al passaggio di un forestiero o di un provinciale fremono come il ragno.

Come descrive Hugo i borseggiatori.
Fremono come il ragno.
I Miserabili, V.H.

domenica 30 dicembre 2018

Personaggi secondari

Che belli che sono i personaggi secondari nei romanzi. Anzi neanche, quelli che sono gli assistenti dei personaggi secondari, poco più che comparse. Di solito sono descritti in mezza paginetta, qualche tratto.
Insomma non contano un cazzo, in sintesi.
Non sono le Fantine, i Marius, i Jean Valejean, i Javert che sono dei Titani.

Mi piacciono le perpetue del vescovo di Digne preoccupate delle loro posate d'argento, la cameriera del signor Mabeuf alla quale Hugo dedica pochissime righe. E dato che sa leggere, cosa che doveva essere rara, la chiama Mamma  Plutarco e le mette in bocca una riflessione bellissima sulla lettura ad alta voce.

Il signor Mabeuf non mancava di piaceri innocenti, poco costosi e inattesi che la minima occasione gli forniva. Una volta mamma Plutarco leggeva un romanzo in un angolo della stanza e leggeva forte, sembrandole così di capire meglio. Leggere forte, è affermare a se stessi la lettura; vi sono persone che leggendo ad alta voce, sembrano dare a se stessi la parola d’onore di quanto leggono. I Miserabili V.H. 👀🇫🇷🇫🇷🥀

venerdì 21 dicembre 2018

La bambola delle signorine

Cosette aveva oltrepassato tutti i limiti, attentando alla bambola di quelle “signorine”.

Una zarina che vedesse un mugik provarsi il gran cordone azzurro del figlio imperiale non avrebbe una faccia diversa.

I Miserabili V.H.

giovedì 20 dicembre 2018

Imprecare contro i cavalli

La diligenza si mise in moto: oltrepassata la barriera, il vetturale tentò di attaccar discorso, ma il viaggiatore rispondeva soltanto a monosillabi tanto che quegli decise di fischiare e di imprecare contro i cavalli.
I Miserabili V.H.

Invece uno dei servitori di Cicikov faceva dei ragionamenti coi suoi cavalli.

martedì 18 dicembre 2018

Napoleone

Napoleone, questo cupo atleta del pugilato della guerra.

La chose de Waterloo

Bauduin tué, Foy blessé, l’incendie, le massacre, le carnage, un ruisseau fait de sang anglais, de sang allemand et de sang français, furieusement mêlés, un puits comblé de cadavres, le régiment de Nassau et le régiment de Brunswick détruits, Duplat tué, Blackmann tué, les gardes anglaises mutilées, vingt bataillons français, sur les quarante du corps de Reille, décimés, trois mille hommes, dans cette seule masure de Hougomont, sabrés, écharpés, égorgés, fusillés, brûlés ; et tout cela pour qu’aujourd’hui un paysan dise à un voyageur : Monsieur, donnez-moi trois francs ; si vous aimez, je vous expliquerai la chose de Waterloo !
I Miserabili, V. H.

lunedì 17 dicembre 2018

Un tacchino fa la ruota

una buca per il letame, zappe e pale, alcuni carretti, un vecchio pozzo con la pietra e la manovella di ferro, un puledro che salta, un tacchino che fa la ruota, una cappella sormontata da un piccolo campanile, un pero fiorito a spalliera sul muro della cappella, ecco il cortile la cui conquista fu un sogno di Napoleone. Se avesse potuto impadronirsene, quest’angolo di terra gli avrebbe forse dato il mondo. Alcune galline vi sparpagliano col becco la polvere: si sente un brontolio: è un grosso cane che digrigna i denti e sostituisce gli inglesi.
I Miserabili, V. Hugo

venerdì 7 dicembre 2018

Carattere grande

Io amo leggere e amo anche i libri in ogni loro aspetto: Il contenuto, l'autore a volte, l'oggetto libro, le storie delle case editrici e degli editori. Quest'anno ho parlato tanto con alcuni traduttori e mi affascina molto questo duro e bellissimo lavoro.

Per la traduzione de I Miserabili è andata così. Chiedo a Torino al librario della Feltrinelli che traduzioni avete?
Mi fa vedere un edizione Mondadori, e due volumi Einaudi impacchettati. Chiedo se posso aprire la confezione di plastica per vedere la grandezza del carattere.
No.  (NO comment)
Allora mi dia questa di Mondadori che ha un carattere grande.
Gli occhiali progressivi funzionano benissimo ma invecchiando comunque faccio più fatica a leggere. Torno a casa e cerco di scoprire se ho fatto una stupidata e scopro una storia bellissima.

La traduttrice Marisa Zini di Torino è stata l'insegnante privata di Primo Levi e questa cosa mi piace tantissimo. Ne parla Primo Levi stesso nel bel libro di Giovanni Tesio, il papà di Enrica Tesio,  Giovanni Tesio ha scritto un bel libro intervista a Primo Levi e dice:

"E dunque hai sostenuto l’esame come privatista alla Rignon e poi sei passato al ginnasio? Sí, al D’Azeglio. Ma come ti dicevo la prima ginnasio l’ho fatta privatamente. Certo, con Marisa Zini a farti lezione".

Io che vi parlo: conversazione con Primo Levi, Giovanni Tesio, Einaudi.

Quindi a volte sono fortunata e delle scelte un po' così si rivelano delle grande intuizioni.

Scintille: un illustratric* al giorno per un anno

Il primo Gennaio di quest'anno mi è venuta voglia di creare un manuale per me di illustratori che mi piacciono. Un illustratore o illust...