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domenica 10 giugno 2012

Debiti e errori

Se la Grecia riuscisse a farsi pagare i diritti d'autore per tutto quello ci ha dato nei millenni, avrebbe risolto i problemi economici.

Così parlò Vinicio Capossela che alla Grecia dedica il suo nuovo album: Rebetiko Gymnastas.

Nel mondo ci vogliono più Vinicio Capossela.
E se non bastasse questa osservazione, ecco altre "verità" in un'intervista "meravigliosa" di Ernesto Assante

http://temi.repubblica.it/iniziative-capossela/2012/02/21/intervista-parte-2/

Oh Vinicio, Vinicio ti amerò per sempre per tutte le tue canzoni e per quello che hai detto sugli errori

mi hanno sempre interessato gli errori, come forma della più sincera manifestazione di se stessi, e più tardi mi hanno interessato anche le rovine.

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mercoledì 23 maggio 2012

Primo giorno di scuola

Difficilissimo è spiegare il lavoro che faccio.
Da sempre.
Difficilissimo per me, figuriamoci per genitori, marito, amici.
A volte se la cavano con un generico "lavora su Internet".
Da poco ho un bel biglietto da visita che riporta il job title

"Senior Manger".

Ma la faccenda rimane sempre oscura. Di pregio. Forse. Ma oscura.

"Lavorare su Internet" è stupendo.
Chissà perché si usa "su". Un tempo si diceva surfare su Internet.
Archeologia della parola.

Leggo però una bella frase che se non spiega che lavoro faccio,
sicuramente spiega tante cose di Internet:

"Il simbolo cittadino di Amazon è uno schizzo giallo su una piccola costruzione che affaccia su una piazzetta dove i ragazzi di Seattle bevono caffè e discutono di futuro. Accanto si ergono due grattacieli chiamati «Day 1 South» e «Day 1 North», in omaggio al principio che quando si lavora su Internet è sempre il primo giorno di scuola. Una filosofia che ha premiato l’azienda nata nel 1995 come libreria online e diventata, nonostante bolle scoppiate e crisi economiche, leader dell’e-commerce e pioniera dell’editoria digitale".

La frase è l'incipit di una bella-bella intervista di Serena Danna a Jeff Bezos, fondatore di Amazon.

Da leggere: http://lettura.corriere.it/jeff-bezos-%C2%ABil-futuro-e-dei-lettori-e-degli-autori-gli-editori-devono-sudare%C2%BB/

Ecco quando si lavora su Internet è "sempre il primo giorno di scuola" e grazie ad Internet mi occupo di ecosistemi che devono adattarsi al nuovo... come dice Bezos

"L’ecosistema che ruota intorno al libro dovrà adattarsi al nuovo e per farlo bisogna sforzarsi di creare valore aggiunto. Non si vince mai se si combatte contro il futuro: il futuro vince sempre».

Difficilissimo da spiegare.
Indubbiamente.

venerdì 4 maggio 2012

Planetaria



Ieri, il mio pasticcere preferito con cui ero al supermercato,
mi ha spiegato che questo oggetto si chiama la "Planetaria".
Costa come una Louis Vuitton di medie dimensioni.
E il mio pasticcere preferito la guardava come io avrei guardato una Vuitton di medie dimensioni.
Si chiama così perché fa dolci spaziali?
Oppure perché la frusta fa orbite ellittiche, planetarie appunto.
Margherita Hack a una conferenza sulla espansione delle galassie cercava di farsi capire così:

"alle galassie accade quello che accade a un plumcake quando lievita".

Tutto ciò è molto planetario.

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domenica 3 luglio 2011

Moby

Bisbisnonno e nipote sulla mia scrivania.
Uno è Melville e il suo Moby Dick che ho nella valigia dei libri delle vacanze.
E qui c'è poco da dire. CAPOLAVORO senza discussione.
Il nipote è Richard Melville in arte MOBY.
Ascolto da sempre la sua musica.
Mi fa sempre compagna negli start-up di progetto.
Mi porta fortuna.
Nella sua musica non ci sono parole.
Ci ho provato, dice. Ma le parole non mi vengono.
Però ha un bel blog.
BLOG? Che parola orribile dice piccato all'intervistatrice: io lo chiamo Journal.
Giornale. MOBY

giovedì 2 giugno 2011

Che tu sia per me il coltello

Mi stupisco sempre quando scopro che anche altri coltivano "convinzioni magiche" simili alle mie. Poi quando sono "uguali" .... mi viene quasi paura.

"Il mare era così limpido, la vista correva libera fino all'orizzonte.
E sopra di me svolazzava un martin pescatore, magari lontano parente di quello che svolazza nel mo giaridno. Forse c'è una rete segreta di martin pescatori che mi proteggono".
David Grossman, Che tu sia per me il coltello, Mondadori

Sempre pensato di avere una rete di martin pescatore che mi proteggono.

lunedì 30 maggio 2011

Tovaglioli

Tovaglioli
Un uomo e una donna si stanno lasciando in una gelateria. Lei gli dice: stai facendo una cazzata. Lui risponde dove sta scritto. Lei prende un tovagliolo e scrive

STAI FACENDO UNA CAZZATA

"e' scritto qui" dice "adesso che è scritto è più vero?" Ho passato tanti anni anche io a pensare che fosse vero solo quello che era scritto. Lo penso ancora. E' per questo forse che mi piace la gente che scrive sul proprio chiodo, sulla propria pelle, su un muro su un libro.Questo frase l'ho trovata in un libro che mi è piaciuto molto.

domenica 10 aprile 2011

Mia mamma non era fatta per il rock and roll

"Mi mamma non era fatta per il rock and roll."
L'ha detto Bruce Springsteen. Non essendo neanche io fatta per il rock and roll ho scoperto Bruce adesso. A 44 anni quasi e non dai dischi mai dai testi. Scandalo, vergogna, raccapriccio. Ho amato altro. Leggo: I remember in the morning, ma, hearing your alarm clock ring I'd lie in bed and listen to you gettin' ready for work The sound of your makeup case on the sink And the ladies at the office, all lipstick, perfume and rustlin' skirts And how proud and happy you always looked walking home from work The wish Che bello il suono della trousse sul lavandino... Ecco mi piacerebbe che la mia famiglia walking home form work mi vedesse proprio così proud and happy. E ricordasse il rumore dei miei trucchi sul lavandino. Ah Bruce. Non è vero che gli amori adolescenziali sono i più devastanti... lo sono quelli della maturità

martedì 26 ottobre 2010

Maratoneti della vita

Ore 5 del mattino.
Ghetto Vecchio di Venezia.
Cannareggio è bellissima al mattino presto.
Ho tutto?

Pettorale, pantaloncini corti.
T-shirt o maniche lunghe?
Dove metto il fazzoletto?

E le spugne? Le butto?

E sì durante la maratona ti danno le spugne inzuppate di acqua.
Mentre sei lì a fare i tuoi 42,km e 195 m.
A Strà si arriva in navetta.
E poi via. Di fianco alle Ville del Palladio.
Villa Pisani. La malcontenta…
Qui non sono malcontenti.
Strà, Mira, Dolo, Marghera e Venezia
non "subiscono " la maratona.
Tutti battono le mani.
Ci sono tanti bambini che ti danno il 5
e ti incoraggiano.
Non ci sono automobilisti che ti sputano come a Milano.
Gli stessi che impazziscono per la maratona di New York,
disprezzano quella di Milano.
Tanto che pensano che sia di 20 km...
E no, belli ignoranti miei, quella di 20 km è la Stramilano.
Il Santo se li è fatti tutti i 42km e 195 metri.
E 14 ponti.
La maratona è una fatica "antica", bastarda.
Ogni tanto i giornali tentano di farla diventare una moda.
Una cosa glamour.
In realtà è una cosa così dura, così bestiale,
che respinge tutti coloro che non siano mossi da qualcosa di speciale...
di veramente grande.
Tutti quelli che strombazzano come i pazzi perché si "devono" fermare con i loro pasticcini in macchina che vanno a pranzo dalla suocera dovrebbero andare all'arrivo...
Quello è un bel momento.
Domenica ho assistito a scene bellissime.
Ma non ho mai visto il Santo così felice
e così bello come quando corre.
Sono risucita a dargli il cinque dopo l’ultimo ponte.
E ad urlargli: ce l'hai fatta!

Tutti matti.
Tutti soldati.
Ognuno con la sua guerra.
Passo dopo passo.
Quanti passi sono, Mauro,
da quando sei partito dal Ghetto alle 5?
Purtroppo all'arrivo non ti si può abbracciare.
Ci sono duemila barriere, le radio, le transenne e quelli che vi avvolgono come delle uova di Pasqua in una strana carta stagnola oro.
Un abbraccio a te e a tutti i maratoneti.
Peccato non conoscere la storia di ognuno

venerdì 30 luglio 2010

Torni a fare l'essere umano

Leggo su Il Venerdì di Repubblica una bella intervista a Moni Ovadia.
Lo Shabbat è il più grande regalo che il ebrei abbiano fatto al mondo...
Festeggiare il sabato significa significa uscire dall'alienazione.
Non produci, non consumi.
Non induci a produrre.
Non induci a consumare.
Torni a fare semplicemente l'essere umano.
Siedi a tavola, preghi, canti,ascolti le domande dei tuoi figli.
Un altro vegetariano che mi piace un sacco.

Scintille: un illustratric* al giorno per un anno

Il primo Gennaio di quest'anno mi è venuta voglia di creare un manuale per me di illustratori che mi piacciono. Un illustratore o illust...