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sabato 21 luglio 2012

Librerie e marketing

La matrice di marketing della libreria | [mini]marketing

Da leggere! Stamattina ero in libreria, come quasi tutti i sabato mattina e confermo quanto scritto nel link che riporto!
Mia osservazione in Feltrinelli, corso Buenos Aires, i tavolini per mangiare un boccone sono triplicati. Quindi meno spazio per i libri!
E aumento generale del tono di voce di tutti.
Dato che sembra più un bar che una libreria.
Giusto? Sbagliato? E' una questione di equilibrio.
Quindi complicatissima.
E' bello bere un caffè e sfogliare i libri e mangiare una fetta di torta. Ma ho la sensazione che la prossima volta tra le pile di "cose svedesi" ci trovo pure i rigatoni.
I tavolini sono così vicini che è impossibile non ascoltare le conversazioni delle mie vicine.
Due belle signore che hanno comprato una guida di Berlino.
Una delle due, la più provata, madre di adolescente ne sono sicura, dice all'altra:"Guarda ha deciso di andare un mese a Berlino a studiate il tedesco".
L'amica:"Dai bello, no?".
L'altra:"Sì bello ma tutto senza una direzione precisa".
Io vorrei voltarmi e dirle: "Guardi che è un bellissimo programma studiare il tedesco. Viaggiare. Berlino! Ma bravo!".
E poi lei ce l'ha una direzione precisa? Guardi 'sto posto? Le sembra che 'sta libreria abbia una direzione precisa?
E mentre penso tutto questo mi viene pure il sospetto che stesse parlando del marito!

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domenica 22 aprile 2012

Azzorre

Musica jazz bassa. Sabato mattina presto.
La Feltrinelli di Corso Buenos Aires sembra un tempio.
Un tempio di culti giusti: i libri, la musica, il cibo.
Ottima colazione al bar del piano interrato.
Sì è una buona idea buttarsi sul food.
Due dei tre libri che compro ogni mese sono e-book.
Nel tavolino di fianco al mio due signore, sui settanta guardano delle guide.
Azzorre.
Una delle due signore è curatissima.
Capelli cotonati bianchi, gran collana.
L'altra è più dimessa.
Vestiti, occhiali, scarpe ordinari.
Una suora senza velo.
Sento che parlano di Azzore. E del fatto che ci sono sempre venticinque gradi.
Provo simpatia.
E mi sembrano "belle" lì ad organizzarsi questo viaggio.
Poi una delle due, la suora, tira fuori un giornale.
Uno di quelli con i titoli beceri, violenti che vomitano odio.
Il bel quadretto di prima va in pezzi.
Ma come? Tutte carine lì a scegliersi il viaggio e poi leggete quei giornali?
Giornali i cui direttori sono apparentemente garbati in TV. Bella sintassi e ottime giacche.
Giacche da signori.
Poi vanno nelle loro redazioni e giù a vomitare odio.
Improvvisamente anche la bella signora cotonata non mi sembra più così elegante.
Le parole sono importanti.
Soprattutto quelle che si leggono.
Soprattutto quelle che si leggono in libreria.
Mi trovo ad augurarmi un improvviso peggioramento nel bel cielo delle Azzorre.

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