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martedì 8 gennaio 2013

Dormire

Forse sto leggendo Norwegian Wood troppe volte. Ne sento frammenti ovunque.
Oggi in metro a Qt8 nome molto giapponese, una ragazza orientale dice al telefono al fidanzato:

No ho dormito amore mio. Riprenderò a dormire quando riprenderai a dormire anche tu.

Ora non ricordo se l'ho letto veramente questo passo. . . Sicuramente sono parole che piacerebbero a Murakami.
Stasera le aggiungo a matita.

giovedì 20 dicembre 2012

Parco orecchini

Metropolitana.
Sto mettendo le cuffie dell'IPOD.
Io la gente non la voglio proprio sentire.
Ma nel frattempo che srotolo il filo delle cuffie intercetto questa conversazione:

- Certo che tu hai un bel parco orecchini

- Sì il mio parco orecchini è immenso perché, sai, io sono un tipo sobrio. Non porto altri gioielli. Neanche la fede, ora che sono single, e neanche lo stupidissimo brillantino che mi aveva regalato Sergio.

Meraviglioso.

Sto per accendere la mia musica ma aspetto, ancora un attimo.
Non mi sbaglio:

- Il problema è il parco uomini. L'ufficio non va bene sono tutti falsi.

Poi la conversazione prende tutta altra piega. Parlano di ticket.
Anzi di "un bel ticket di sette euro" di bonus e retribuzioni.

Metto la musica.
Avrei voluto tanto continuare a sentire parlare del povero Sergio e dei suoi stupidissimi brillantini.

Ps Signore un altro uomo non lo troverete Mai. Parlate male e chi parla male vive male.

sabato 13 ottobre 2012

Doppietta

Gli amici sono la più grande invenzione del mondo. Si parla sempre di amore e sempre meno di amicizia. Certo nell'amore c'è il sesso blablabla.
Qui una foto stupenda della mia amica Ines con cui condivido tante cose importanti tipo il karate, le cazzate che si dicono dopo l'allenamento e conversazioni esilaranti sugli uomini.
Inoltre condividiamo questo blog. Nel senso che lei lo legge e mi spinge a scrivere quando non lo faccio.
Sa della mia passione insana per i piedi che penzolano dai sedili della metropolitana...
E che ogni tanto di nascosto li fotografo.
Rischiando il linciaggio in metro.
Bene, l'altro giorno che era una giornata proprio dura ed ero in ospedale ad aspettare degli esami, arriva via what's up questa foto con scritto "Doppietta".
Tutto ciò è meraviglioso.

Anche perché ho pensato a quanto si sia divertita a fare la foto.
Avra' riso con gli occhi come fa sempre.
Anche quando ce le suoniamo a karate.
Beh su questo ci lavoriamo.


martedì 18 settembre 2012

Sbirciare

Sono seduta in metro.
Tutti sul mio lato stanno spippolando con il telefono.
Io Twitter, le mail dell'ufficio, i giornali (tramite Twitter) e il blog.
Scrivere con il tablet sul blog mi fa arrivare in un soffio dall'altra parte della città dove anche le fermate hanno nomi strani.

Qt8

Uruguay

Un distinto signore si mette in piedi apposta per leggere cosa sto scrivendo.
E mi viene in mente di utilizzare la mia lettura di Cinquanta sfumature di grigio.
L'unica che mi viene in mente.

E come diceva Jannacci: "e vedere che faccia che fa".
Ma arrivo a Uruguay.


Post scriptum
Spippolare vuol dire "sgranare". Si dice dell'uva, delle pannocchie.
E' interessante questo uso relativo al cellulare.
Non che la trovi una bella parola ma mi sembra comunque un termine "corretto", appropriato.
Un po' di Twitter, un po' di Youtube, qualche "grano" di Facebook.
O forse "spippolare" a che che fare con il modo in cui si tengono le dita quando si scrive su un touch. O si "pizzica" lo schermo, come a prendere un acino di uva.
Gesto "nuovo" che le mie figlie, nate nel nuovo millennio, sanno fare benissimo.

De Mauro dixit:

spip|po|là|re - RE tosc., parlare, leggere, recitare, comporre, suonare con grande scioltezza e disinvoltura o, anche, di getto, rapidamente.

Suonare con grande scioltezza e disinvoltura.
Questo mi piace.



martedì 3 luglio 2012

Io sorrido

Sono bellissime le espressioni delle persone che guardano il proprio telefono e sorridono.

Chissà cosa ha fatto sorridere la ragazza di fronte a me.

Sicuro sono questioni di cuore.


E mi accorgo che sto sorridendo anche io.

I like!


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giovedì 7 giugno 2012

Mapuche

Il caldo stravolge le facce, i corpi. Le menti.

A un certo punto a Milano inizia a diventare pericoloso prendere la metro.
Soprattutto dove devo andare io: profonda banlieau.
Detto in francese sembra meglio.

Ho di fronte a me una signora: cilena? argentina? Mapuche direi.

Sembra Zamorano, mitico giocatore dell'Inter.
Solo che è alta un metro e cinquanta e pesa parecchio.
I piedi non toccano il pavimento della metro e sono sospesi in aria.
Intrecciati.
I sandali strizzano i piedi e alcune frange rendono le calzature
un vero indumento mapuche.

Guardandola meglio si capisce che le piacciono proprio le piume e le frange!
Ne ha un po' sulla borsa, sulla maglia, sulla collana.

E' stanca morta. Fa tenerezza.

E, incredibile, si addormenta tra una fermata e l'altra!
Poi sente la frenata della metro e si sveglia di colpo.
Guarda il cartello, capisce che c'è ancora tempo e si riaddormenta.

Sono certa anche che sogni tra una fermata e l'altra.

Sogna come un vero guerriero mapuche tra una battaglia e l'altra.

Mi viene voglia di accarezzarle i capelli nerissimi e bellissimi.

E di sussurrarle: buonanotte.

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venerdì 27 aprile 2012

Titolista

Vedi post di ieri... l'amico della metropolitana è il titolista de La Repubblica che oggi titola: "Mou in ginocchio, l'eroe dimenticato dal destino".
Parole grosse.

giovedì 26 aprile 2012

Rialzati José

"Youaresimppli de best. José rialzati. Coraggio rialzati". Metropolitana ore venti. Anche questo è un modo di chiedere l'elemosina. Personale. Una cassa legata a un carrellino. Un microfono e Tina Turner a tutto volume. Capisco tutto: l'elemosina, la cassa, il microfono, Tina Turner. Tutto; capisco tutto. La disperazione per José Mourinho meno. Molto meno.

Alla fine nessuno scuce un soldo.

E tutti veniamo sgridati così:"Beh almeno ballate!".


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lunedì 28 marzo 2011

Chiodo.

Metro. Una donna di spalle sta per scendere. Ha un "chiodo". Dicesi chiodo un giubbotto di pelle nera. Che può avere delle borchie, dei chiodi appunto. Forse l'unico caso di sineddoche nella moda: la parte per il tutto. Sulla schiena c'è una scritta fatta con un pennarello bianco. L'ha scritta lei: Baby Shambles. E sotto una frase d'amore... non la ricordo purtroppo. Io la voglio conoscere 'sta donna. La corporatura era da donna. Non da ragazza. Una che si compera un pennarello bianco. Si mette lì sul suo tavolo della cucina e con molta attenzione, tantissima attenzione, il chiodo costa sempre un sacco di soldi, si personalizza il SUO chiodo. Con una frase dell'uomo più dissoluto del XXI secolo: Pete Doherty. Che, se non ricordo male, la frase era tipo "più tu mi amerai più io mi perderò". Talvolta adoro la metropolitana.

giovedì 9 settembre 2010

L'uomo con la sciarpa

La metropolitana.
Giorni di Fiera.
Si capisce. La metropolitana è piena di gente.
Sale un gruppo di 5 uomini giapponesi.
Da lontano sembrano un plotone della yakuza, la mafia giapponese.
Li guardo bene. Sono businessman.
Anche gli appartenenti alla Yakuza sono businessman.
Sono eleganti con begli accessori.
Tutti vestiti bene.
Gessato nero e belle camicie azzurre.
Solo uno, il mio preferito, è fuori dal coro.
Ha una sciarpa con i fiori e una spilla di feltro.
Sempre un fiore.
Si libera un posto e qui parte una danza fantastica.
Tutti guardano, ne sono sicura, il più alto in grado gerarchico
per farlo sedere.
Senza parlare.
Inclinando un poco la testa e sorridendo tutti.
Lui rifiuta, sempre con un cenno con la testa e tanti sorrisi.
Allora la danza ricomincia.
Tutti si rivolgono al secondo, in ordine gerarchico e così via...
fino all'ultimo.
L'uomo con la sciarpa e il fiore.
Rifiuta a sua volta.
Nessuno si siede.
Ovvio.
Si ricontattano tutti con lo sguardo e nessuno si siede.
Scendono.
Destinazione Fiera.

lunedì 26 luglio 2010

Sputi

Questa mattina metro semivuota.
Aria condizionata e la fugace sensazione
che questo Paese può essere civile. A tratti.
Dopo pochi secondi che sono seduta sento
PACK, PACK, PACK.
Due zingare sedute vicino a me
masticano chewingum.
Fanno bolle pazzesche che scoppiano.
Arrivate a Buonarroti.
Le porte della metro si aprono.
Escono.
Ma prima di varcare la porta sputano nel vagone.
Gli zingari sono affascinanti solo nelle canzoni
di De André.

venerdì 16 luglio 2010

Metropolitana

Metropolitana affollata.
30 gradi.
No aria condizionata.
Una zingara urla: Sigggggggnori datemi una moneta piccola.
Piccolaaaaaaaaaaaa
Stipati come i polli nelle gabbie,
leggo un libro che parla di polli e di animali
uccisi in modo disumano
per riempire i nostri frigoriferi.
Questo libro
mi farà diventare vegetariana.
Vegetariana per sempre.
Sopra la mia testa questo cartello:
LA TUA VITA HA STILE?

Scintille: un illustratric* al giorno per un anno

Il primo Gennaio di quest'anno mi è venuta voglia di creare un manuale per me di illustratori che mi piacciono. Un illustratore o illust...