E' da venerdì che annoto, frasi da commentare.
Riscrivere.
Condividere.
Week end fortunato.
E' un grande pesca...
nella biografia di Salgari, ne La luna e il falò, in bellissimi racconti russi.
Tutto sottolineato.
Riscritto. Ho post-it ovunque. Saranno almeno trenta.
Sabato pomeriggio vado al cinema.
Da sola.
Un bel cinema.
Cinema che ha annesso un bar e una libreria.
Tutto il desiderabile in pochi metri quadrati: film, libri e caffé.
Ma ecco che di fianco alla porta della libreria trovo questa scritta
io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io
io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io
io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io
io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io
io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io
io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io
io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io
MI SENTO
SOLO
Io è scritto in corsivo.
Con la i fatta come i bambini alle elementari.
Poco sotto c'è la scritta eveline.
Ciao eveline.
Noi sei sola.
Concordiamo un segnale?
Così ci riconosciamo.
Tutti i libri che ci sono lì dietro...
proprio dietro quella porta
dove tu hai scritto le tue parole
parlano tutti, dico tutti, di persone sole.
In una trincea.
In una metropolitana.
In un bar a sospirare per amore.
Ma oggi mi sembra che nessuno l'abbia detto bene come te.
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domenica 1 maggio 2011
venerdì 1 ottobre 2010
Plancton
Ci sono giorni più faticosi di altri.
Tutti fanno la loro parte, intendiamoci.
I figli, il marito, le nonne.
Tenerezza estrema davanti al portone della scuola.
La scuola di Viale Romagna mi è sempre sembrata una balena.
Plouf: entrano alle 8.20.
Come il plancton nella bocca della balena.
Restituisce i bambini alle 16.30.
Come occupino tutte quelle ore è in parte un grande mistero.
Hanno due zaini da sherpa.
Una ha la maschera per la scherma.
La spada nella custodia.
La borsa con le scarpe.
L'altra lo zaino con il karategi e le zori.
Gli altri bambini spingono.
Brrruummmm entrate.
Sì ognuno fa proprio la sua parte.
Tutti fanno la loro parte, intendiamoci.
I figli, il marito, le nonne.
Tenerezza estrema davanti al portone della scuola.
La scuola di Viale Romagna mi è sempre sembrata una balena.
Plouf: entrano alle 8.20.
Come il plancton nella bocca della balena.
Restituisce i bambini alle 16.30.
Come occupino tutte quelle ore è in parte un grande mistero.
Hanno due zaini da sherpa.
Una ha la maschera per la scherma.
La spada nella custodia.
La borsa con le scarpe.
L'altra lo zaino con il karategi e le zori.
Gli altri bambini spingono.
Brrruummmm entrate.
Sì ognuno fa proprio la sua parte.
martedì 21 settembre 2010
Veneri
Giorni di Fiere.
Miodio mesi di fiere.
Quindi 45 minuti in piedi.
Ancora caldo e quindi i finestrini abbassati
che pur non refrigerando niente,
mi impediscono di ascoltare i Radiohead.
Ovviamente solo una canzone in loop.
http://www.youtube.com/watch?v=AxvTOxeeFSA
Perché io la musica la ascolto così.
Una canzone per volta.
Milioni di volte.
Poi passo alla seconda traccia. E' così da sempre.
E sarà sempre così.
La metro è piena di Veneri.
Hostess? Modiste? PR?
Modelle no. Sono donne con femori "normali".
Belle ma normali.
Eleganti. Molto eleganti.
Quindi non sono modelle.
Le modelle si impongono per bellezza e altezza...
ma spesso sono vestite in modo assurdo.
Direi quasi sciatto.
La Venere di oggi è bassina.
Giovane.
Vestito cortissimo e leopardato.
Ho sempre pensato che il leopardato fosseuna roba da menopausa...
invece ecco 'sta Venere di 20 anni.
Vestito leopardato e stivali bianchi.
Oddio non stiamo a sindacare.
Occhialoni da sole grandi da insetto.
Che vita da insetti qui sotto in metropolitana...
Anyway è un amore.
La sua borsa di tela è aperta.
E intravedo una scatola tipo Menokal Kilokal Saichekal....
cara Venere anche tu sei umana allora.
Miodio mesi di fiere.
Quindi 45 minuti in piedi.
Ancora caldo e quindi i finestrini abbassati
che pur non refrigerando niente,
mi impediscono di ascoltare i Radiohead.
Ovviamente solo una canzone in loop.
http://www.youtube.com/watch?v=AxvTOxeeFSA
Perché io la musica la ascolto così.
Una canzone per volta.
Milioni di volte.
Poi passo alla seconda traccia. E' così da sempre.
E sarà sempre così.
La metro è piena di Veneri.
Hostess? Modiste? PR?
Modelle no. Sono donne con femori "normali".
Belle ma normali.
Eleganti. Molto eleganti.
Quindi non sono modelle.
Le modelle si impongono per bellezza e altezza...
ma spesso sono vestite in modo assurdo.
Direi quasi sciatto.
La Venere di oggi è bassina.
Giovane.
Vestito cortissimo e leopardato.
Ho sempre pensato che il leopardato fosseuna roba da menopausa...
invece ecco 'sta Venere di 20 anni.
Vestito leopardato e stivali bianchi.
Oddio non stiamo a sindacare.
Occhialoni da sole grandi da insetto.
Che vita da insetti qui sotto in metropolitana...
Anyway è un amore.
La sua borsa di tela è aperta.
E intravedo una scatola tipo Menokal Kilokal Saichekal....
cara Venere anche tu sei umana allora.
venerdì 17 settembre 2010
Il Capitale
Ho un amico carissimo che odia il marketing.
I call center.
Le carte fedeltà.
Le pubblicità.
Tutto.
Come il Santo che quando faccio shopping
mi bisbiglia PRODUCI CONSUMA CREPA dei CCCP.
Anzi adesso che ci penso tutti i miei amici sono così.
Tutto ciò invece occupa il 90% della mia giornata vigile.
Redemption. Customer Satisfaction.
Dalle 9 alle 19.
Più o meno.
Oggi però ho letto un atto di un congresso
che mi ha fatto sollevare il sopracciglio.
Ovvero il massimo dell'indignazione che posso
permettermi in azienda.
"La perdita di anonimato da parte dei clienti
supporta l'impresa nella costruzione del capitale relazionale,
ritenuto la più importante fonte di vantaggio competitivo".
Che abbia ragione il mio amico Massimo?
Che abbia ragione il Santo?
Che brandirebbero ben altro Capitale!
E lo spaccherebbero in testa a chi so io
I call center.
Le carte fedeltà.
Le pubblicità.
Tutto.
Come il Santo che quando faccio shopping
mi bisbiglia PRODUCI CONSUMA CREPA dei CCCP.
Anzi adesso che ci penso tutti i miei amici sono così.
Tutto ciò invece occupa il 90% della mia giornata vigile.
Redemption. Customer Satisfaction.
Dalle 9 alle 19.
Più o meno.
Oggi però ho letto un atto di un congresso
che mi ha fatto sollevare il sopracciglio.
Ovvero il massimo dell'indignazione che posso
permettermi in azienda.
"La perdita di anonimato da parte dei clienti
supporta l'impresa nella costruzione del capitale relazionale,
ritenuto la più importante fonte di vantaggio competitivo".
Che abbia ragione il mio amico Massimo?
Che abbia ragione il Santo?
Che brandirebbero ben altro Capitale!
E lo spaccherebbero in testa a chi so io
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