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martedì 8 agosto 2017

Vite che non sono la mia

Di conversazioni private non ne avevano quasi. I loro scambi ruotavano intorno al lavoro. Si può amare lavorare con qualcuno come si ama fare l'amore con qualcuno ed Ėtienne, sopravvissuto a Juliette, sa che avrà sempre nostalgia della loro intesa.

Siamo stati dei grandi giudici.
Vite che non sono la mia, E. Carrère

La vita a volte è amara e Carrère lo sa e lo scrive benissimo. Che bel libro.

lunedì 16 gennaio 2017

Cuoche mute

A volte gli sceneggiati.
Sto rileggendo Una stanza tutta per gli altri di Alicia Gimenez B. perché parla del diario della cuoca di Virginia Woolf.
Non è il vero diario.
È un diario inventato.
E mi è venuto in mente quando ho letto quella meraviglia di La cuoca di d'Annunzio, libro dove si ricostruisce il dialogo tra il Sommo e la sua cuoca. Veneta ovviamente. 
Di lei zero biglietti, al Vittoriale sono conservati tutti i bigliettini di D'Annunzio che vuole i Can-nel-lo-ni, la salsa verde e via.
Quindi è un dialogo per modo di dire perché è unilaterale.
Sono gli stessi anni più o meno 1916-1934.
Perché gli sceneggitati, perché sono gli anni di Dowton Abbey e della sua cuoca, la signora Patmore. Quanto amore.
Tutto questo per dire viva le cuoche "mute" di tutti i tempi.
Non scrivevano loro.
Forse non sapevano neanche leggere.
Mentre si celebra il cuoco maschio, lo Ur-chef che deve essere cattivo, brutalizzante direi e non si capisce perché, viva le cuoche mute di tutti i tempi. 
Che non avevano neanche gli elettrodomestici!





martedì 3 gennaio 2017

Andare all'avventura

Quando è morta mia madre nel 1976 ho capito che tutto ciò che avrei fatto non avrebbe più avuto un destinatario vero. Certo avrebbe avuto risonanze di amicizia o di inimicizia, di stima o di disprezzo, ma non più quel rapporto unico fra una madre e un figlio provinciali ...  tu eri l'unica persona al mondo che potesse capire sul serio cosa è stato per me andare all'avventura e per te seguirla , da lontano.

Giorgio Bocca, Il provinciale, Feltrinelli.

sabato 31 dicembre 2016

Suor Intingola

Albina Becevello è stata per tutta la sua vita la cuoca, veneta, di D'annunzio. Ho riso molto a leggere i cartigli che le inviava ogni giorno d'Annunzio.
Che spasso.
E che pazienza lei.
Peccato che non ci sia una riga sua.
Cosa darei per due righe sue, in veneto tipo: "ancora putane in casa e queo gha fam".
La cuoca di d'Annunzio
Maddalena Santeroni e Donatella Milani, UTET

domenica 13 gennaio 2013

ISBN

Le ossessioni sui libri sono fantastiche.

Leggo una bellissima intervista a Ettore Scola su Repubblica.
Triste.
Parla di vecchiaia.
Di malattia.
E conclude l'intervista dicendo:

Ho imparato da mio nonno ad amare i libri.
Oggi mi sorprendo a spostarli nella biblioteca.
I libri non puoi metterli a caso.
Se vicino ad Anna Karenina c'è Don Chisciotte di sicuro questo farà di tutto per salvarla.

Meraviglioso.
Comunque caro Scola non sono d'accordo.
Una donna non la può salvare nessuno se lei non vuole.

sabato 3 novembre 2012

No dai

Il tuo romanziere preferito che dichiara
"Non  scrivo più"
è terribile.
E di solito è quasi sempre falso.
Lo fanno spesso anche i cantanti.
Ultimo concerto.
Quanti "ultimi concerti" ho visto!
Metti che ti viene una superidea e magari non vuoi fare un passo indietro e sconfessare te stesso e tutte le interviste che hai rilasciato?

Tipo questa a D de laRepubblica. (ps le riviste femminili non parlano solo di cellulite).
E POI muori e con te la tua bellissima idea.

Philp Roth ha scritto Pastorale americana e per questo avrebbe tutti i diritti a non scrivere più niente, manco la lista della spesa.
Il regalo ce l'ha già fatto.
E nell'intervista dice

"Ho fatto il meglio con quello che avevo.
Ho deciso di chiudere con i romanzi. Non ne voglio più leggere, né scrivere, non né voglio più nemmeno parlare. (...). Scrivere è avere torto tutto il tempo".
Mia figlia adolescente commenterebbe
"Tanta roba"
Sì Philp Roth è veramente tanta roba.
E comunque grazie.


venerdì 3 agosto 2012

Roi

Molte donne intorno a me stanno leggendo Cento sfumature di grigio, rosso, nero.
Lo dicono i dsti di venfita.
Io sto leggendo come calcolare "l'influenza" nei social network. Cose tipo quanto vale un I LIKE su Facebook.
"Vale" proprio nel senso di soldi.
Complicatissimo.
Tutto da definire. Tutto da pensare.
Cento sfumature di quel che l'è è un soft porno.
Per signore.
Troppo poco porno probabilmente e troppo poco tutto.
Allora leggete Il tropico del cancro.
C'è molto di meglio in quel campo.
Quindi anche questa mi sembra una scelta poco coraggiosa, come spesso le scelte delle donne.
Tanto vale leggersi come calcolare il ROI delle community.
E' più eccitante.

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sabato 23 giugno 2012

Sandali di sughero

"Le signore eleganti esibiscono, sotto i pantaloni bianchi svasati a pigiama, sandali di sughero e stoffa".
Vogue estate 2012?

No. Estate 1941, Pane nero di Miriam Mafai.
Janna, caporedattrice di una rivista di moda, direi Vogue, è la protagonista di Se gioventù sapesse di Doris Lessing.
Sono due libri che parlano di donne che fanno tutte le cose giuste e donne che fanno tutte le cose sbagliate.

Li rileggo insieme. Ogni estate.

Sulla passerella le vedo camminare: Claretta Petacci, Edda Ciano, Janna, Jill, Kate.
Tutte con il loro sogno. Senza dimenticarsi di mettere, con i pantaloni bianchi, i sandali di sughero.

Non è Il diavolo veste Prada.
La Lessing ha vinto il Nobel per la letteratura nel 2007.
Miriam Mafai niente Nobel ma perché non la conoscevano in Svezia.

Le giovani donne dovrebbero proprio leggerli questi due libri. Anche le meno giovani.

Come vorrei avere avuto il coraggio di scrivere alla Mafai se avesse letto Se gioventù sapesse della Lessing e avere il coraggio di inviare oggi a Londra una copia di Pane Nero alla Lessing. Da leggere tra i suoi gatti e le tazze di the.

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martedì 12 giugno 2012

Fioriture tardive


Queste sono le ore della verità. Della vergogna e della gioia. Consegna delle pagelle.

Ora di cena. Quante porte sbattute? Quante urla davanti all'insalata di riso e al prosciutto e melone?

C'è sempre una mamma che comunque rassetta. Una mamma che cazzia sì, ma intanto taglia il melone e mette il crudo nel piatto grande. 
E i padri giù con il carico da novanta.

Notato? I padri quando cazziano fanno solo quello. Mai visti urlare e tagliare il melone.

E' rappresaglia.

Scattano i divieti.

Niente motorino. Niente telefono. Niente Facebook.

Sono sicura che a febbraio Facebook ha un crollo degli accessi.

Diario di scuola di Pennac, può aiutare.

Mille spunti.

Tre righe che valgono il libro e i 16 euro:

P.81

Il mio risveglio deve anche molto alla tenacia di quel padre solo apparentemente lontano. Mai scoraggiato dal mio scoraggiamento (...) ogni volta che venivo bocciato alla maturità mi invitava in un ottimo ristorante per convincermi una volta di più che ognuno ha il suo ritmo, e che il mio era solo un caso di fioritura tardiva.

Ecco.

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lunedì 11 giugno 2012

Emozioni

Guerra alle emozioni.

Sono contrario alle emozioni è il libro sul conodino di questi giorni. De Silva mi fa ridere e mi fa pensare.

Rivedo il film sulla Tatcher e rimango impressionata dalla frase:

Perché mi chiedete come sto e non cosa penso.

La più bella vignetta di Altan di questi giorni?

Una sul fatto di non smettere di emozionarsi sennò ti tocca pensare.

Che siano tutti dei segni?

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mercoledì 23 maggio 2012

Primo giorno di scuola

Difficilissimo è spiegare il lavoro che faccio.
Da sempre.
Difficilissimo per me, figuriamoci per genitori, marito, amici.
A volte se la cavano con un generico "lavora su Internet".
Da poco ho un bel biglietto da visita che riporta il job title

"Senior Manger".

Ma la faccenda rimane sempre oscura. Di pregio. Forse. Ma oscura.

"Lavorare su Internet" è stupendo.
Chissà perché si usa "su". Un tempo si diceva surfare su Internet.
Archeologia della parola.

Leggo però una bella frase che se non spiega che lavoro faccio,
sicuramente spiega tante cose di Internet:

"Il simbolo cittadino di Amazon è uno schizzo giallo su una piccola costruzione che affaccia su una piazzetta dove i ragazzi di Seattle bevono caffè e discutono di futuro. Accanto si ergono due grattacieli chiamati «Day 1 South» e «Day 1 North», in omaggio al principio che quando si lavora su Internet è sempre il primo giorno di scuola. Una filosofia che ha premiato l’azienda nata nel 1995 come libreria online e diventata, nonostante bolle scoppiate e crisi economiche, leader dell’e-commerce e pioniera dell’editoria digitale".

La frase è l'incipit di una bella-bella intervista di Serena Danna a Jeff Bezos, fondatore di Amazon.

Da leggere: http://lettura.corriere.it/jeff-bezos-%C2%ABil-futuro-e-dei-lettori-e-degli-autori-gli-editori-devono-sudare%C2%BB/

Ecco quando si lavora su Internet è "sempre il primo giorno di scuola" e grazie ad Internet mi occupo di ecosistemi che devono adattarsi al nuovo... come dice Bezos

"L’ecosistema che ruota intorno al libro dovrà adattarsi al nuovo e per farlo bisogna sforzarsi di creare valore aggiunto. Non si vince mai se si combatte contro il futuro: il futuro vince sempre».

Difficilissimo da spiegare.
Indubbiamente.

sabato 5 maggio 2012

Complessità


Complessità delle persone e della vita che nessuna indagine di mercato, analisi dei social network potrà mai afferrare

Questo è il bottino del sabato.

Libri acquistati durante il "rito" della colazione in Feltrinelli.

Libri presi in prestito nella biblioteca di via Frisi in Porta Venezia.
Libri acquistati on line per la scatoletta nera, cioé il kindle.

Amici del marketing, che cliente sono?

Inclassificabile un po' come dovrebbe essere la vita vera.

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Scintille: un illustratric* al giorno per un anno

Il primo Gennaio di quest'anno mi è venuta voglia di creare un manuale per me di illustratori che mi piacciono. Un illustratore o illust...