giovedì 25 ottobre 2012

Convalescenza

Uno dei lati positivi della "convalescenza" è che c'è un sacco di tempo.
Questo mio tempo ho deciso di passarlo "in verticale" nel senso di andare a fondo.

Deep dives dicono gli inglesi.

Prima immersione:  tutti i film di Bernardo Bertolucci; così quando potrò uscire di casa andrò a vedere il suo ultimo film "preparata".
Lunedì sera era in televisione.
E ho pianto più o meno ininterrottamente per tutta la trasmissione per l'emozione riguardo le cose che stava dicendo.
E per quella carrozzella e le sue gambe.
E la sua bella faccia. E il suo accento così familiare.
Della mia terra.
Allora questa filmografia ho deciso di iniziarla da "Io ballo da sola" perché è un film sulla giovinezza, sul corpo.
Sulla salute.
E mentre lo sto guardando, adesso, penso a quanto abbiano camminato le gambe di Bertolucci su e giù per le colline toscane per fare questo film e tutti gli altri.
I poeti non si dovrebbero mai ammalare.

A ciascuno le sue malinconie
(cit. Io ballo da sola, Bernardo Bertolucci, 1996).

sabato 13 ottobre 2012

Doppietta

Gli amici sono la più grande invenzione del mondo. Si parla sempre di amore e sempre meno di amicizia. Certo nell'amore c'è il sesso blablabla.
Qui una foto stupenda della mia amica Ines con cui condivido tante cose importanti tipo il karate, le cazzate che si dicono dopo l'allenamento e conversazioni esilaranti sugli uomini.
Inoltre condividiamo questo blog. Nel senso che lei lo legge e mi spinge a scrivere quando non lo faccio.
Sa della mia passione insana per i piedi che penzolano dai sedili della metropolitana...
E che ogni tanto di nascosto li fotografo.
Rischiando il linciaggio in metro.
Bene, l'altro giorno che era una giornata proprio dura ed ero in ospedale ad aspettare degli esami, arriva via what's up questa foto con scritto "Doppietta".
Tutto ciò è meraviglioso.

Anche perché ho pensato a quanto si sia divertita a fare la foto.
Avra' riso con gli occhi come fa sempre.
Anche quando ce le suoniamo a karate.
Beh su questo ci lavoriamo.


venerdì 12 ottobre 2012

Ecco

Il mood dei prossimi giorni è questo della foto.
Foto meravigliosa trovata su Pinterest.
E come dice Prandelli
"voglio intensità di gioco". E mi rivolgo a me stessa, ovvio.


Acconsento

Negli ospedali ci sono tanti avvocati.
Ti fanno firmare tantissime carte con duemila "acconsento".
Ma non si può fare un modulo unico? Come il 730? Con scritto "acconsento a qualsiasi cosa". Non è così di fatto?

lunedì 1 ottobre 2012

Cielo

Non dimenticherò mai questo cielo.
E dove l'ho fotografato.
Nam myoho renge kyo


venerdì 21 settembre 2012

Piedi

Piedi spaccati dall'allenamento di karate.



E questo quello che intendevo con il post di questa mattina.
C'è differenza tra fare sport e "guardarlo".
Gli italiani, lo dicono degli studi, nelle classifiche sono tra i popoli che fanno meno sport e tra quelli che comprano più abbigliamento sportivo.
Basta avere una maglia della Nike per sentirsi Bolt.
Io ho delle idee precise su questo tema che partono da qui.
Mio padre è stato un grandissimo sportivo.
Era bravo a fare tutti gli sport che provava.
Ogni sabato andava a giocare a tennis con i suoi amici.
Dalle 9 alle 11. Tutti i sabati. Io ero cooptata come raccattapalle.
Mi diceva: si inizia così.Prima lezione di vita.
Mi ricordo che diceva che più la gente era scarsa più era perfetta nell'involucro.
Seconda lezione di vita.
Aveva questo amico soprannominato Muscolino, che si presentava ogni sabato con una mise diversa. Perfetto dalla bandana alle calze, ai polsini.
Tutto coordinato.
Mi ricordo ancora il gusto e la rabbia con cui mio padre lo impallinava.
Aveva la gioia sadica di batterlo 6-2, 6-2.Ogni volta.
Quello vestito come Borg a Wimbledon e lui con i suoi pantaloncini bianchi e una tipo-Lacoste nera. La stessa per vent'anni.
Sento ancora i colpi: baaaaammm.
Come se lo volesse crivellare di colpi.
Terza lezione di vita: combattere sempre la non autenticità.

Stasera non ho espresso un karate che mi ha soddisfatto.
Ma io sono molto fiera dei miei piedi massacrati.
Piedi che ci hanno provato a fare qualche cosa di onesto.
Di autentico.
Come? Provandoci, sbagliando. Tutti vestiti uguali.
Senza marchi.
Con rispetto per chi sa fare meglio.
E in silenzio.
Perché nel dojo parla solo il maestro.

Ultras

In metro due mamme parlano di figli e di sport.
E' un classico. Di solito il tema clou sono i compiti.
Una ha la figlia che fa pallavolo.
E' arrabbiatissima perché si allena come una di serie b. Ma si vede che ne è orgogliosa e contenta. E' un po' come se ci fosse lei sotto quella rete.
Infatti a un certo punto dice
"Abbiamo giocato domenica".
Eh no.
Non avete giocato.
Lei ha giocato.
Tu eri sulle gradinate fredde con la tua borsa Carpisa a guardare e a criticare.
Lei ha giocato.
Non paga aggiunge "Guarda se poi arriva all'età dello sviluppo e poi dicono che non me la prendono mi incazzo. Perché sai si possono trasformare completamente e magari me la fanno fuori".
Allora. Ci sono anche le madri ultrà.
Sono violente uguali.
E' la violenza della parola.
Dell'arroganza.
Del rancore.
Del fatti valere che sei più brava tu.
Ma lascia fare.
Lasciala divertire.
C'è l'allenatore. Magari queste mamme l'ultima volta che hanno fatto sport è stato quando hanno fatto ginnastica alle superiori.
Sono lì a criticare.
Fate voi sport.
Mettetevi in gioco.
Mettete una tuta.
Giocate voi.
Meglio condividere il male per l'acido lattico che un rancore.
E soprattutto state zitte!

Scintille: un illustratric* al giorno per un anno

Il primo Gennaio di quest'anno mi è venuta voglia di creare un manuale per me di illustratori che mi piacciono. Un illustratore o illust...