domenica 31 dicembre 2017

Confondersi

A volte penso che il verbo più usato da Dostoevskij sia confondersi.
Oggi, 31 dicembre 2017, ho iniziato Il giocatore e già alla pagina 2 (nell'edizione che sto.leggendo pagina 47) dice lui sembra confondersi. E dopo due righe smarriti completamente.

Terza tappa di questo viaggio russo: Delitto e Castigo, l'Idiota e adesso Il giocatore.

venerdì 29 dicembre 2017

giovedì 28 dicembre 2017

mercoledì 27 dicembre 2017

Il principe Myškin

Il principe Myškin era di Voghera e della mia incapacità di riassumere i libri.

Ci sono sempre tanti treni nei romanzi russi. Quello che porta il protagonista di Delitto e Castigo in Siberia e questo con cui inizia L'idiota. Avendoli letti di fila senza soluzione di continuità mi sembra lo stesso treno. Prima fa un giro in Siberia e poi Varsavia Pietroburgo. Scherzo 😋😆
Fa freddo freddo e uno dei personaggi nel vagone del treno dell'Idiota, veramente sono tre ma uno non conta,  è vestito in modo inadeguato. Ha una mantella senza maniche. Aiuto.
L'altro è coperto bene, Rogozin, ha una cappotto in agnello rovesciato.
Mister mantella è il protagonsita, il principe Miškyn.
Forse perché si parla di Italia settentrionale forse perché è spesso definito pazzo io mi sono messa in testa che il principe Myškin è di Voghera.
Non so che corto circuito ha fatto il cervello: forse perché a Voghera, la città della casalinga, c'è un noto manicomio. E a Pavia un modo un po' cretino per dire che sei matto è: uè ma sei di Voghera?

Forse è meglio che non insegni Letteratura nelle scuole. 😆😆😆
Avrei esordito con: Ragazzi il principe Myškin era di Voghera.

martedì 19 dicembre 2017

Cappotto

Идиот. L'idiota. Dostoevskij.
Ohhh finalmente un libro dove fa freddo. Delitto e Castigo è ambientato in estate. 
Fa caldissimo anche se Fedor, l'amore mio, parlerà del tempo in 700 pagine trevolte credo. Giuro. 
È tutto un tempo mentale. Invece già alla pagina due dell'Idiota fa freddissimo e si parla di cappotti. 

Nei romanzi russi c'è sempre un cappotto prima poi.


sabato 16 dicembre 2017

Racconti di un giovane medico

Eccolo qui Paolo Nori. Un bel accento emiliano, un gran muovere di braccia e le punte delle sue dita che toccano la decorazione a stella che pende dal soffitto della libreria. Ho pensato adesso le strappa. Mi è piaciuto tanto il suo gesticolare e aprire continuamente le braccia e toccarsi il cuore come a dire dai state con me che la vediamo 'sta Russia.

Fuori il gelo, non russo ma quasi e noi al caldo neĺla libreria. Sembravamo in una palla di neve quelle che piacciono a me con la neve finta, noi dentro e fuori qualcuno che passava di fretta in via Lomellina e guardavano un signore che leggeva i racconti di un giovane medico. Russo.

Commossi tutti. E confusi da tanta bellezza. Anche perché il suo accento ha semplificato, avvicinato e reso tutto meno astruso e più vicino anche i nomi tanto che sembravano i racconti di un giovane medico della Lumlina cioè della Lomellina, come si dice in dialetto. #ilmioannorusso p.s. ha detto che ho fatto bene a cominciare con Bulgakov per il mio anno russo e che quando lo legge lui piange sempre.

martedì 12 dicembre 2017

Suore senza vocazione

Questa mattina la bibliotecaria mi ha consegnato il libro con disgusto. Chissà perché.
Forse non le è piaciuto il nome: Ljudmila Ulickaja.
Oppure la copertina.
Oppure l'ha appena lasciata un fidanzato russo.
Oppure non le piacciono più i libri e credo che sia una grande disdetta per chi fa la bibliotecaria.
È come essere una suora che ha perso la vocazione.
Deve essere tutto molto difficile.

Scintille: un illustratric* al giorno per un anno

Il primo Gennaio di quest'anno mi è venuta voglia di creare un manuale per me di illustratori che mi piacciono. Un illustratore o illust...