sabato 10 novembre 2018

È stata una febbre bellissima

Chiudere in bellezza un anno di letture bellissimo con Gogol.

Leggere i russi» è un’esperienza che molti fanno nell’adolescenza, più o meno al tempo delle sigarette e dei primi, sani desideri di scappare di casa e andare a fare il mozzo. Di questi desideri i «russi» sono i più tenaci, e se poche sono le possibilità che ci si dedichi a correre lungo i moli in cerca di un brigantino, assai minori sono quelle di liberarsi di un Dostoevskij una volta che vi è entrato nel sangue. Ma non è solo lui; non esistono disintossicanti per Gogol, ed è molto più facile dimenticare il numero del telefono del primo amore, che la prima lettura della Sonata a Kreutzer di Tolstoj, o della Steppa di Cechov. Così accade che, periodicamente, nella vita, veniamo accolti da un attacco di «leggere i russi».
Manganelli.

giovedì 8 novembre 2018

Nabokov e Cristiano Ronaldo

Ieri sera al corso di letteratura russa abbiamo discusso a lungo del libro di Nabokov su Gogol, che dovevamo leggere. Abbiamo parlato tanto della  cattiveria di Nabokov che in poche parole stava sulle palle a tutti. Dico a quelli del corso: 20 persone!
E io ho ascoltato tanto senza riuscire a dire quello che mi si è chiarito adesso, alle 6 del mattino,  dopo aver visto il goal di Ronaldo.
Che io chiamo sempre Cristiano Ronaldo perché per me Ronaldo sarà sempre Ronaldo quello che ha giocato nell'Inter e poi è diventato grassissimo.

Insomma a me CR7, la Juve, Moggi, gli arbitri, gli juventini, i gobbi maledetti (si scherza eh state boni) non mi piacciono sono interista e il tifo è generato forse più da un odio contro che da un amore per. Gli interisti odiano gli juventini più dei milanisti.
Comunque quando stamattina ho visto il goal di Ronaldo ho pensato che non mi interessa di MoggilaJuvegliarbitriigobbimaledetti ma che è stato così bello ma così bello quel goal che sono grata alla Juve che lo ha comperato.

Ecco Nabokov è così. Gli sono così grata per questo libro perché è così bravo ma così bravo che non mi interessa MoggilaJuvegliarbitriigobbimaledetti.
#ilmioannorusso #recensionialternative

giovedì 1 novembre 2018

Ispettore di ghiaie

Aveva un impiego gogoliano esperto e ispettore di ghiaie. Ne era felice: stipendio modesto, poco lavoro e nessuna prospettiva, in compenso capi accomodanti e paciosi che ai limitavano a soddisfare la norma minima di produzione.
Serena Vitale A Mosca, a Mosca

domenica 28 ottobre 2018

Ma in realtà i loro occhi

Parlavano dell’ingiustizia del potere, delle sofferenze degli infelici, della povertà del popolo, ma in realtà i loro occhi, che si guardavano, protetti dalla conversazione, chiedevano senza posa: «Puoi amarmi?» e rispondevano: «Posso», e il richiamo sessuale, prendendo le forme più inaspettate e rosee, li attirava l’uno verso l’altra.
Resurrezione, Tolstoj

sabato 13 ottobre 2018

Come semi di papavero

"L'artista deve mangiare marmo e gesso, che qui abbondano, inebriarsi delle stelle della notte, che qui risplendono di uno splendore rato, riempirsi gli occhi di monaci e abati, che cospargono le vie come i semi di papavero".
N. Gogol'
Lettera a A. Danilevskij, 15 aprile 1837

lunedì 24 settembre 2018

Vestiti che vanno in pezzi

Bulgakov è uno splendido artista disuguale. Quando per esempio, leggo Il Maestro e Margherita... Sono come vestiti che vanno in pezzi per la pioggia e l'umidità.
Viktor Šklovskij, testimone di un'epoca, conversazioni con Serena Vitale
Editori Riuniti

mercoledì 15 agosto 2018

Letture

Letture a non finire di Guerra e Pace, dell'Eugenio Onegin e degli altri poemi di Puskin. Leggevano nella traduzione Rosso e Nero di Stendhal, Le due città di Dickens e i racconti brevi di Kleist.
Dottor Zivago, Boris Pasternak, Feltrinelli

Scintille: un illustratric* al giorno per un anno

Il primo Gennaio di quest'anno mi è venuta voglia di creare un manuale per me di illustratori che mi piacciono. Un illustratore o illust...