giovedì 9 settembre 2010

L'uomo con la sciarpa

La metropolitana.
Giorni di Fiera.
Si capisce. La metropolitana è piena di gente.
Sale un gruppo di 5 uomini giapponesi.
Da lontano sembrano un plotone della yakuza, la mafia giapponese.
Li guardo bene. Sono businessman.
Anche gli appartenenti alla Yakuza sono businessman.
Sono eleganti con begli accessori.
Tutti vestiti bene.
Gessato nero e belle camicie azzurre.
Solo uno, il mio preferito, è fuori dal coro.
Ha una sciarpa con i fiori e una spilla di feltro.
Sempre un fiore.
Si libera un posto e qui parte una danza fantastica.
Tutti guardano, ne sono sicura, il più alto in grado gerarchico
per farlo sedere.
Senza parlare.
Inclinando un poco la testa e sorridendo tutti.
Lui rifiuta, sempre con un cenno con la testa e tanti sorrisi.
Allora la danza ricomincia.
Tutti si rivolgono al secondo, in ordine gerarchico e così via...
fino all'ultimo.
L'uomo con la sciarpa e il fiore.
Rifiuta a sua volta.
Nessuno si siede.
Ovvio.
Si ricontattano tutti con lo sguardo e nessuno si siede.
Scendono.
Destinazione Fiera.

martedì 3 agosto 2010

In silenzio

Talvolta il mio lavoro mi offre delle opportunità interessanti.
E ho il raro privilegio di sentirmi, ultimamente,
nel posto giusto al momento giusto.
Ieri ero a un convegno.
Si è parlato di mercati.
Di futuro, di merce.
Però a volte dietro la merce c'è un pensiero.
Si parlava di cosmetici. Packaging.
E comunque tra mass market, market share, numeri, lavoro, noia...
a un certo punto ha parlato il designer.
Cioè la persona che ha disegnato il rimmel, la terra, gli ombretti che comprerò domani.
E ha detto che è partito dalle mani delle donne.
Ha cominciato a disegnare pensando
a come le donne accarezzano i cosmetici.
Silenzio in sala.
Le donne quando si truccano stanno in silenzio.
E' partito dal silenzio.
E a cercato di disegnarlo.
Ha detto che è l'unico momento in cui una donna sta in silenzio è quando si trucca.
Non risponde al telefono.
Non risponde ai figli se le chiedono qualche cosa.
Sospiro.
Come è vero.
E come è bello.
Un gesto che le donne compiono da secoli.
In silenzio.

lunedì 2 agosto 2010

La via dell'intelligenza

Basta astio.
Sì basta astio.
Mi hai imposto condizioni capestro.
Cerchiamo di comportarci sulla via dell'intelligenza.

Ho pensato.
Divorzio. Ovvio. Le parole del divorzio.

Immersa a leggere storie, in un prato.
In Valle d'Aosta.
Una storia vera. Un dramma eccolo lì vero.
Davanti a me.

E' la guida del castello che aspetta tutto il gruppo
e intanto in un angolo si ritira e parla al telefono.

Ascolto.
Mi piace ascoltare. E' il mio lavoro.
Mi piace ascoltare e raccontare quello che ascolto.

Chiude la telefonata. E da un iniziale "basta astio"
ora siamo ai "vaffanculo".
Si sono persi "sulla strada dell'intelligenza".

Gli avvocati divorzisti guadagnano tanto.
Se lo meritano.
Ascoltano ogni giorno il peggio.

venerdì 30 luglio 2010

Fughe da fermo

Sempre ritornano.
Lungo il loro sentiero, tra la tana del riposo e la scrivania del lavoro,
gli unici animali capaci di fare ogni giorno la stessa strada ...
Questo è l’inizio di un articolo di Repubblica di qualche tempo fa.
Mi ha sconvolto.
Spesso ho avuto l’impressione di percorre la stessa strada.
Come un criceto nella sua ruota…
Una London eye, una ruota panoramica dentro Città Studi.
Ed ora l'estremo opposto: Bonola.
Questo studio dimostra che gli umani mostrano
grande regolarità e nei tre quarti dei casi entro
un raggio di 10 chilometri
Perfetto.
I miei dieci chilometri si srotolano tutti tra Argonne-Conte rosso-
Viale Romagna-Viale Corsica.
In fondo sono anche queste connessioni, reti, network.
Sarebbe bello vedere dove arrivano invece le mail.
Contano? Fanno media?
Allora i miei dieci kilometri aumentano.
Lo studioso che ha presentato questo lavoro
aveva ipotizzato che gli umani seguissero
un modello simile alla "passeggiata casuale" o al "volo di Lévy",
che descrive il percorso dei pesci negli oceani.
Se rinasco e rinasco nel corpo di un umano di questo secolo
e di questa parte del mondo,
voglio studiare il percorso dei pesci negli oceani
e il volo di Lévy.
Uno dei miei libri preferiti si chiama: Fughe da fermo di Edoardo Nesi.
Non è un caso allora.

Torni a fare l'essere umano

Leggo su Il Venerdì di Repubblica una bella intervista a Moni Ovadia.
Lo Shabbat è il più grande regalo che il ebrei abbiano fatto al mondo...
Festeggiare il sabato significa significa uscire dall'alienazione.
Non produci, non consumi.
Non induci a produrre.
Non induci a consumare.
Torni a fare semplicemente l'essere umano.
Siedi a tavola, preghi, canti,ascolti le domande dei tuoi figli.
Un altro vegetariano che mi piace un sacco.

lunedì 26 luglio 2010

Sputi

Questa mattina metro semivuota.
Aria condizionata e la fugace sensazione
che questo Paese può essere civile. A tratti.
Dopo pochi secondi che sono seduta sento
PACK, PACK, PACK.
Due zingare sedute vicino a me
masticano chewingum.
Fanno bolle pazzesche che scoppiano.
Arrivate a Buonarroti.
Le porte della metro si aprono.
Escono.
Ma prima di varcare la porta sputano nel vagone.
Gli zingari sono affascinanti solo nelle canzoni
di De André.

venerdì 16 luglio 2010

Metropolitana

Metropolitana affollata.
30 gradi.
No aria condizionata.
Una zingara urla: Sigggggggnori datemi una moneta piccola.
Piccolaaaaaaaaaaaa
Stipati come i polli nelle gabbie,
leggo un libro che parla di polli e di animali
uccisi in modo disumano
per riempire i nostri frigoriferi.
Questo libro
mi farà diventare vegetariana.
Vegetariana per sempre.
Sopra la mia testa questo cartello:
LA TUA VITA HA STILE?

Scintille: un illustratric* al giorno per un anno

Il primo Gennaio di quest'anno mi è venuta voglia di creare un manuale per me di illustratori che mi piacciono. Un illustratore o illust...